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La voce dell’adolescente: Amsterdam

Era da tanto tempo che volevo andare in Olanda e finalmente nell’estate 2011 ne ho avuto la possibilità.
Il mio amore per questo stato è dovuto in gran parte alla sua nazionale di calcio per la quale ho iniziato a tifare fin dalla prima volta che l’ho vista giocare; in particolare sono un fan di Sneijder: coloro che seguono il calcio abbastanza sanno sicuramente chi è.

Amsterdam è indubbiamente una delle città più belle d’Europa ed infatti vanta moltissimi visitatori ogni anno. Nonostante la capitale sia L’Aia (Den Haag in olandese), Amsterdam è la città più importante a livello culturale e artistico del piccolo stato europeo.

Simile a Venezia per la lunga rete di canali interni alla città, questo gioiello presenta anche uno stile architettonico molto interessante: le case situate nel centro della città sono spesso piccole e attaccate tra loro formando quindi lunghe schiere di abitazioni.

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A differenza di altre città importanti europee come Vienna o Parigi, Amsterdam non è per niente trionfale o pomposa e non presenta alcuna struttura mastodontica, ma tende al semplice. Questa semplicità però non equivale alla banalità, ed Amsterdam è una città che riesce ad essere affascinante ma in modo non esagerato e riesce a far convivere la sua vivacità, dovuta anche alla numerosa presenza di turisti in ogni parte dell’anno, con la sua storia e con la presenza di opere artistiche di grande rilievo.
Una delle più importanti è il museo del più famoso pittore olandese, Van Gogh.

Amsterdam fu però anche la città dove soggiornò Anne Frank, la ragazzina ebrea che scrisse un diario mentre si nascondeva dalle rappresaglie naziste e che fu purtroppo trovata e deportata insieme alla sua famiglia. Ora al posto della casa dove ella abitò è stato costruito un museo proprio dedicato a lei, uccisa come tanti altri dalla follia e dalla barbarie nazi-fascista.

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Amsterdam è anche famosa per essere meta di persone alternative proprio grazie ai famosi coffe shop dove si possono fumare tranquillamente prodotti vietati invece nel resto del mondo.

Diversa è la situazione per i sobborghi, che sono caratterizzati da schiere di villette che si estendono per kilometri e che assomigliano quasi alle piccole città nordamericane.

Durante la nostra visita di questa città abbiamo assistito inoltre ad un “gay pride” molto colorato e pieno di gente proprio lungo i canali con i carri che si muovevano sull’acqua invece che su quattro ruote.

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Purtroppo non siamo riusciti a vedere il museo di Anne Frank perché la fila da affrontare era disumana, ma spero che in futuro riuscirò a visitarlo perché la vicenda di quella ragazzina mi ha veramente appassionato oltre ad avermi fatto ragionare su molte cose.

(Leggi anche Il nostro mini InterRail verso Parigi e Amsterdam)

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