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Vacanze: tempo per parlare

Le vacanze possono essere un buon momento per approfondire il rapporto con i vostri figli. Finalmente lontani dal tran tran quotidiano, provate a trovare qualche momento per uno scambio vero con loro. Se con i più piccoli la cosa più importante è giocare e fare attività insieme, con i più grandi e in particolar modo con gli adolescenti si tratta di riuscire a stabilire un contatto, non sempre facile.

Prima di tutto non forzate le cose. Non costringeteli a interagire con voi proprio quando vogliono stare da soli ad ascoltare la musica o magari hanno un amico con cui uscire. Aspettate di vederli almeno un po’ disposti. E naturalmente siate disponibili a raccogliere un loro passo avanti, anche se è il momento peggiore per voi: non è detto che si ripresenti l’occasione!

Possono essere dei buoni momenti per parlare i lunghi viaggi in macchina, o le passeggiate nella natura; molto meglio se siete a tu per tu: un genitore e un figlio; ma la cosa può funzionare anche fra più persone contemporaneamente, se è un momento di serenità.

Non fate domande dirette sui problemi loro o del vostro rapporto; cercate di avviare una chiacchierata tranquilla, su temi “neutri” come il loro sport o i loro interessi. Se introducete l’argomento scuola, puntate sugli aspetti ludici: le gite, gli amici, le cose divertenti che succedono in classe… Non metteteli subito sulla difensiva parlando di voti!

Soprattutto lasciateli parlare; non è il momento di fare monologhi o, peggio, ramanzine. Siete lì per ascoltare.
Cercate di aver pazienza anche se si dilungano su cose a cui normalmente non vi interessate (tipo il calcio-mercato per i ragazzi o le infinite dinamiche tra amiche delle ragazze).

Ritenetevi molto fortunati se si apriranno con voi, dicendovi qualcosa di personale. In questo caso, massima delicatezza. Non minimizzate i piccoli problemi dell’età, non feriteli con osservazioni fuori luogo e non pontificate.
Basta davvero niente per sciupare il momento!

Mettetevi in gioco anche voi. Questa è la cosa più difficile per un genitore. Siate disponibili a riconoscere i vostri difetti (almeno sforzatevi di provare a farlo…), e anche eventuali errori o mancanze.

In certe situazioni possono apprezzare (o addirittura richiedere) dei racconti: sulla loro nascita, su quello che facevate insieme quando erano piccoli, o anche sulla vostra giovinezza. Non tiratevi indietro: è importante condividere i ricordi!

Ci sono poi esperienze che aiutano a “fare gruppo” anche fra genitori e figli o fra fratelli. Condividere delle piccole avventure come una scarpinata in montagna, un imprevisto in viaggio, una situazione insolita, può avvicinare e far abbassare miracolosamente le difese di un adolescente. Ma attenzione: gli ostacoli possono anche innervosire e aumentare la rissosità!! quindi non auguratevi troppi imprevisti!

Tenete infine presente che un bel momento di condivisione non può trasformarsi in una stabile situazione di idillio. Molto probabilmente tornerete a innervosirvi a vicenda; ma è comunque importantissimo che il contatto ci sia stato. Fatene tesoro!

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