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Piccoli camminatori

Si tratta del principale problema dei genitori in viaggio: far camminare i bambini. Molti si lamentano di avere figli che “non camminano”, che “si stancano subito” e per questo o rinunciano del tutto a viaggiare oppure ripiegano su scelte assurde, tipo riesumare passeggini anche per frugoli in età scolare!
Ma davvero i vostri bambini hanno così poca resistenza da non poter fare una passeggiata con voi? provate a fare un semplice test.
Si tratta di un esperimento che qualunque genitore può fare facilmente e che serve a valutare non tanto la resistenza del proprio figlio, quanto la propria disponibilità a fornirgli l’alibi della stanchezza.
Dunque fate così: osservate il vostro bambino quando è al parco, o a una festa con i suoi amici. Per quanto tempo può giocare insieme agli altri, urlare, correre, saltare, arrampicarsi, stare sui due piedi? probabilmente per ore. Ecco, con tutta evidenza può, dal punto di vista fisico, camminare con voi per la stessa quantità di tempo.
Se non lo fa, se si lagna al secondo passo, non è perchè “è stanco”, ma perchè si annoia e non ne ha voglia!
Lavoriamo dunque sia sull’aspetto dell’allenamento, sia su quello della noia.

La prima cosa da tener presente è che nessun bambino si può trasformare in un maratoneta dall’oggi al domani. Bisogna abituarli gradatamente, cominciando da piccoli. All’inizio, quando imparano a camminare, si può rinunciare al passeggino per piccole passeggiate intorno a casa. Poi, una volta superata questa fase, ci si può lanciare su passeggiate un po’ più consistenti. Un giro nel centro della vostra città, una camminata nel bosco, la visita di un paese nei dintorni: fate in modo di ritagliarvi, magari nei fine-settimana, del tempo per queste cose. All’inizio le passeggiate saranno brevi, ma col passare del tempo potrete allungarle sempre più.
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Lo stesso per le escursioni nella natura: cominciando dalle piccole camminate in montagna, si può arrivare poi, con gli anni, a fare dei piccoli trekking.

Ovviamente, sia in città sia in montagna, l’andatura dovrà essere calibrata sul bambino, e non su di voi. Ricordate che le sue gambe sono molto più corte delle vostre: non obbligatelo a  corrervi dietro!
Inoltre siate disponibili a soste molto più frequenti di quelle a cui potete essere abituati. Bastano pochi minuti, ma sono fondamentali per ricaricare le batterie.

Portate poi sempre con voi dell’acqua, soprattutto in estate: è normale che camminando venga molta sete. Meglio ancora portarsi anche qualcosa da sgranocchiare: aiuta a recuperare energie durante le pause.

Se queste sono indicazioni ovvie per il lato fisico, con i giovanissimi camminatori bisogna lavorare soprattutto sul lato psicologico, altrimenti qualunque bambino si rifiuterà di venirvi dietro per più di 10 minuti.
Prima di tutto, distraeteli da quello che stanno facendo, ovvero camminare. A volte basta semplicemente parlare con loro, o mostrare le cose che si incontrano lungo il percorso. Parlando, o concentrandosi su altro, non rimuginano sulla quantità di percorso fatto.

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Quando effettivamente state camminando da un po’ di tempo, potete proseguire dando loro un obiettivo allettante. In città si può dire loro: cerchiamo una gelateria, o un posto per fare merenda, o un giardino dove giocare un po’. In questo modo dovrebbero seguirvi fino all’obiettivo stabilito e avranno il gelato, o la merenda, o un gioco con voi come premio per la loro fatica.

In montagna o in campagna si può provare anche con delle piccole gare: vediamo chi trova prima un animale, o un fiore di un certo colore, o la foglia più grande; meglio ancora se ci sono da raccogliere frutti di bosco, castagne o altro: di solito questo è un incentivo fantastico a camminare! Anche qui vale il consiglio di porre obiettivi allettanti, tipo che al termine del percorso farete un picnic, o vi fermerete a fare merenda o cose del genere.

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Durante le visiste delle città ricordatevi di alternare cose che interessano a voi adulti (monumenti, musei ecc…) con cose che possono piacere ai bambini (vanno bene anche dei semplici giardini). Stabilite prima le regole: se vi vengono dietro in pinacoteca, poi farete una cosa che piace a loro. Se mancano risorse con cui venire a patti, va bene anche mercanteggiare: un certo tempo di videogiochi la sera, se vi seguono nella visita senza lamentarsi. Di solito funziona.

Ricordate anche di  celebrare le imprese compiute dai piccoli camminatori: una salita in montagna, la visita di una grande città, una camminata impegnativa, devono essere viste come una bella impresa di gruppo. Sottolineate che sono stati proprio bravi a fare tutta quella strada e a vedere tutte quelle cose, e che potranno raccontarlo ai nonni, agli amici e alle maestre. In genere l’idea di avere qualcosa da racconatre a scuola, qualcosa di cui “vantarsi”, piace molto ai bambini.

Ricapitolando: ignorate le lamentele, i “sono stanco” “non ce la faccio” detti un minuto dopo essere scesi di macchina; distraeteli dal percorso che stanno compiendo; offrite degli obiettivi allettanti al termine del percorso; e… gustatevi la passeggiata di gruppo!

(leggi anche: Passeggini in vacanza)

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