bivacco

Il nostro mini InterRail verso Parigi e Amsterdam

Alcuni anni fa siamo partiti per una delle nostre vacanze più avventurose come famiglia. Zaini in spalla e treno, con un bambino di 12 anni e uno che ne aveva poco più di uno e mezzo.
Dovevamo partire con un treno notturno che ci avrebbe portato direttamente da Firenze a Parigi. In realtà quella sera ci furono dei problemi ai treni e così il nostro giunse da Roma  già in ritardo di circa 75 minuti. Andò molto peggio a coloro che erano in procinto di partire per Vienna. Il loro treno fu prima annunciato con ritardi crescenti (fino a 135 minuti), poi soppresso senza tante spiegazioni e infine sostituito con altri collegamenti di fortuna.

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Alla partenza il ritardo era già di un’ora e mezza e ulteriori ritardi si accumularono durante la notte. Al risveglio ci fu quindi comunicato che il treno si sarebbe fermato a Dijon. Qui ci fecero lasciare il treno italico e fummo imbarcati su un TGV francese, dove ci fornirono pure dei generi di conforto.

Col cambio di treno cambiò anche la stazione di arrivo: non più Bercy, ma Gare de Lyon. Dovevamo quindi rivedere il tragitto per raggiungere il monolocale che avevamo affitato.
Raggiungemmo la fermata della metropolitana; arrivò la vettura mentre stavamo ancora controllando sulla cartina la direzione giusta, il nostro figlio grande salì….. e zac! chiuse le porte e treno partito!

Furono attimi indescrivibili, ma due cose fortunatamente andarono per il verso giusto: un altro treno giunse pochi minuti dopo e una signora che aveva assistito alla scena scese alla prima fermata insieme a nostro figlio.
Il batticuore si ridusse quindi a pochi minuti (sufficienti comunque a farti perdere 10 anni di vita!) e ci ricongiungemmo presto alla fermata successiva.

Con questa piccola odissea alle spalle iniziò il nostro soggiorno a Parigi. Rimanemmo circa una settimana. Oltre a vedere (o rivedere) le bellezze della città, c’era anche una questione pratica da sbrigare: recuperare i biglietti per il treno Parigi-Amsterdam.
Non avevamo infatti potuto fare in un’agenzia italiana i biglietti ferroviari per località di partenza e di arrivo entrambe estere, dunque avevamo dovuto prenotarli e pagarli on-line, e ora dovevamo entrarne in possesso “fisicamente”, recuperandoli presso una delle stazioni ferroviarie di Parigi.

Il primo tentativo fu alla Gare d’Austerlitz, dove non ci fu verso di averli. Scoprimmo così che era richiesto un PIN, che noi non avevamo e senza il quale sembrava impossibile avviare la procedura per ottenere i biglietti. Arrabbiati ma non del tutto scoraggiati, provammo lo stesso giorno alla Gare du Montparnasse, scoprendo che la faccenda dipendeva molto dal buon senso dell’impiegato: anche senza carta di credito francese con chip e PIN, i biglietti saltarono magicamente fuori.

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Dopo i giorni di vacanza a Parigi, venne dunque il momento di ripartire. Dalla Gare du Nord prendemmo il TGV che in circa 3 ore ci portò ad Amsterdam; da qui un autobus per il sobborgo di Amstelveen e infine un altro autobus per raggiungere il nostro campeggio.

Ad Amsterdam rimanemmo per 4 notti. Avevamo appuntamento quassù con una famigliola italo-tedesca, che abitava in Germania e che aveva una bambina circa dell’età del nostro figlio piccolo. Ogni giorno prendevamo i due autobus da e per il campeggio e andavamo a vedere (anzi, rivedere) in lungo e in largo la città.

Poi venne la giornata campale del ritorno. Visto che il nostro campeggio si trovava abbastanza fuori Amsterdam, decidemmo di non prendere il treno dalla stazione di partenza, ma di salire alla fermata dell’areoporto, quindi a Schipol. Il viaggio fino alla Gare du Nord fu piacevole e rilassante. Quindi dovemmo raggiungere la stazione di Bercy, donde partono i treni per l’Italia. Furono ore faticose: dovevamo “tirare l’ora” della partenza ma con tutto il bagaglio al seguito. Ci venne in soccorso il parco di Bercy, che non conoscevamo e che ci accolse in quell’attesa.

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Infine riuscimmo a partire e a rientrare in Italia senza ulteriori avventure.
Al ritorno fu forte la sensazione di “avercela fatta”!!

(Leggi anche Programmare un viaggio a Parigi)

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