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Il fascino rétro di Abbazia/Opatija

Rinomata località di villeggiatura già alla fine dell’Ottocento, Abbazia/Opatija conserva ancora molto dell’atmosfera di fine Ottocento e inizio Novecento; con un po’ di pazienza si può infatti trovare ancora l’Abbazia dei tempi d’oro, se si riesce ad andare oltre l’accorsamento di certe spiagge e anche oltre l’impressione suscitata dai locali per nuovi arricchiti e pseudovip.
Forse il modo migliore per apprezzarla è partire dal lungomare, che da oltre un secolo è lo scenario ideale per passeggiate romantiche. Si tratta di un lungo percorso pedonale, affacciato direttamente sul mare, che si snoda lungo tutta la costa collegando Volosko a Lovran.

Consiglio dunque di avvicinarsi ad Abbazia/Opatija cogliendo subito uno dei suoi volti migliori. Si parte da Volosko, un tempo villaggio di pescatori e ora località turistica. Vale la pena dare un’occhiata all’intrico di vicoli che si sviluppa intorno al suo cuore storico: il piccolo porto.

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Qui inizia la passeggiata del lungomare, che vi permetterà di gustare da una parte l’acqua cristallina e dall’altra parchi e ville che si affacciano sul mare. In estate potete poi fermarvi nei punti che vi attirano di più, per una sosta o per un tuffo refrigerante: se preferite i punti meno accorsati, scegliete gli scogli: troverete spesso scalette e accessi al mare di vario tipo.

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Se invece cercate qualcosa che assomigli di più a una spiaggia, la prima che incontrerete è la Lipovica, un’insenatura con ciottoli, equipaggiata anche con bagni pubblici e giochi per bambini.
La spiaggia successiva, vicina all’hotel Miramar, si chiama Škrbici e consiste in una piccola baia, ben ombreggiata, con una banchina artificiale semicircolare; è anch’essa dotata di bagni pubblici.

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Infine si raggiunge la spiaggia Tomasevac. Quest’ultima, francamente, mi sento di sconsigliarla: ha un bar ed è piena di attrazioni varie, ma nei giorni di punta si trasforma in un carnaio, sia in acqua che fuori! E anche la cornice naturale è sicuramente quella meno interessante.
Proseguendo, si incontra un’insenatura su cui si affaccia un interessante edificio (oggi ospita uno yacht club), anche se un po’ cadente.

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Infine si arriva al cuore della vecchia Abbazia: il parco di villa Angiolina. Si tratta di una grande area verde, perfetta per sostare nelle ore calde. La villa, fatta costruire nel 1844 da un ricco commerciante di Rijeka/Fiume, divenne il primo nucleo della nascente località turistica. Nel parco furono messe a dimora numerose varietà di piante esotiche e i suoi vialetti e le sue aiuole divennero lo sfondo delle passeggiate dei primi villeggianti.

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Oggi nella villa, e nella vicina casa Svizzera (che sorge sempre all’interno del parco), ha sede il Museo del Turismo, che consiglio vivamente a chi vuole farsi un’idea della storia di Abbazia/Opatija come centro balneare. Troverete molte foto d’epoca, oggetti del passato, vecchie locandine e pubblicità, un plastico con gli edifici salienti…

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Se volete prendervi una pausa, come noi abbiamo fatto molto spesso durante il soggiorno in questi luoghi, le panchine che si trovano di fronte alla villa sono un punto eccezionale. Tra i fiori, la bella vista sul mare, la musica diffusa dall’attiguo padiglione, forse riuscirete ad acchiappare anche una delle connessioni wifi gratuite!
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Proprio sotto questa scenografica postazione si trova poi una delle spiagge più note di Opatija, quella del Lido: cercate di non far troppo caso all’adiacente locale, e alla sua clientela in tiro, e godetevi un tuffo in questo bel mare su cui affacciano i locali storici di Abbazia.
Oltre a Villa Angiolina, qui si staglia infatti l’hotel Kvarner, il primo albergo costruito in città nel 1884, e la sua dépendance, villa Amalia.

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Provate a immaginare le signore con l’ombrellino, gli ospiti illustri che frequentavano il Kvarner tra fine Ottocento e inizio Novecento; insomma, cercate di fare un personale viaggio nel tempo! Sarà sicuramente meglio di ciò cui purtroppo si assiste ora in certe serate (a noi per esempio è capitato di vedere sulla terrazza dell’albergo un raduno nazionalista, dove si cantava inneggiando agli ustascia…).

Quindi si può proseguire la passeggiata sul lungomare fino alla chiesa di San Giacomo, con annesso giardino. La chiesa è ciò che rimane della struttura da cui deriva il toponimo di Abbazia.

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Poco più avanti si trova uno dei simboli della città: la statua della ragazza con gabbiano. Fu collocata al posto di una precedente statua, raffigurante la Madonna, deterioratasi per l’esposizione agli agenti atmosferici.

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Nella piccola insenatura seguente si trova invece la statua del barcaiolo, nel luogo in cui, oggi come un tempo, si ormeggiano le barche.

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Oltre questo luogo si espande l’enorme spianata della spiaggia di Slatina. Si tratta di una struttura artificiale, che forma delle ampie piscine e che ospita bar, ristoranti e attrazioni varie. Anche qui vale lo stesso discorso fatto per Tomasevac: le attrattive possono essere molte, ma c’è sicuramente una ressa eccessiva e la cornice naturale non è delle migliori. Noi abbiamo evitato accuratamente di fare il bagno qui! Personalmente poi preferivo questo luogo come si può ancora vedere nelle cartoline d’epoca, con molto meno cemento e con i padiglioni in legno piantati a mo’ di palafitte direttamente nel mare.

Guardatevi però intorno perchè molti degli alberghi sono edifici storici, come quelli che ospitano l’hotel Palace e il Bellevue.

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A questo punto conviene tornare indietro lungo la strada principale, intitolata al maresciallo Tito, su cui si affacciano ville e palazzi storici.

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In questo caleidoscopio di stili diversi, di facciate create per incantare e stupire, vi sembrerà di tornare all’epoca d’oro della città. Passeggiate dunque con calma e gustate il succedersi dei palazzi ai lati della strada.

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Se poi la stanchezza dovesse farsi sentire, potete sempre tornare a riposarvi su una delle panchine di villa Angiolina; oppure, se come noi capiterete in un periodo molto caldo, lasciatevi tentare ancora dal mare cristallino di questa riviera!!

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