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Creta: tra mare, entroterra e archeologia

Creta è uno di quei luoghi in cui si coniugano perfettamente aspetti diversi, e dove si riesce  ad accontentare anche una famiglia come la nostra, in cui ognuno cerca nella vacanza una cosa differente.
I nostri consigli si basano sull’esperienza dell’estate 2001; può darsi che qualcosa sia cambiato in questi anni, ma ci auguriamo che le tante bellezze dell’isola siano sempre al loro posto!

Cominciamo col sottolineare che Creta è un’isola più grande di quello che si immagina e che sono necessari parecchi giorni per girarla tutta. Noi, in due settimane, abbiamo visitato la parte est e nordovest, mentre la costa nord (che è comunque la più turistica e rovinata) l’abbiamo solo percorsa per trasferirci da una parte all’altra.
Nella parte occidentale sicuramente da non perdere è la città di Hanià (l’antico capoluogo dell’isola). Il centro nevralgico è rappresentato dall’antico porto, che conserva ancora il suo aspetto caratteristico.

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Nei pressi si trovano la moschea dei Giannizzeri, gli arsenali veneziani e il faro. Da vedere è anche ciò che resta delle mura e delle fortificazioni erette durante il dominio veneziano. Una menzione speciale merita il museo archeologico, accolto all’interno dell’antica chiesa di San Francesco, ma il consiglio è come sempre di muoversi liberamente, soprattutto nella parte più antica della città, alla ricerca di resti archeologici, scorci affascinanti e taverne.

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Un’escursione che consigliamo nei dintorni di Hanià è quella nella penisola di Akrotiri che si trova a est, verso l’aeroporto, alla ricerca di alcuni monasteri. Se la situazione delle strade è rimasta più o meno uguale rispetto al 2001, vi raccomandiamo di imboccare la strada che parte proprio nelle vicinanze dell’aeroporto, altrimenti finirete per perdervi!. Il primo monastero della serie, Agia Triada, è raggiungibile in macchina; costruito da una ricca famiglia di mercanti veneziani, vi affascinerà con le sue forme e i suoi colori.

triada
A qualche chilometro di distanza, sempre raggiungibile in macchina, sorge Moni Gouvernetou, caratterizzato dalle insolite sculture che contrastano con le linee dello stile veneziano. Da qui ci si può avventurare a piedi su un sentiero per raggiungere il terzo monastero, Moni Katholikò, disabitato e in rovina. Anche se non volete fare tutto il sentiero, percorretene almeno un tratto.

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La vista sul mare qui è meravigliosa, soprattutto alla luce del tramonto.
Da Hanià ci si può dirigere anche verso ovest. Nella penisola di Rodopou vale la pena visitare Moni Gonia.

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Se ne avete voglia, potete proseguire oltre, almeno finchè la strada è praticabile. Se le cose non sono cambiate negli ultimi anni, vi dovreste imbattere nelle capre che regolarmente occupano la carreggiata. Ancora più a ovest si può raggiungere la spiaggia di Falassarna, una delle più rinomate di tutta Creta: una lunga striscia di sabbia di fronte a un mare bellissimo. Unico neo: il vento molto forte, che a volte soffia da queste parti.

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Noi non ne abbiamo avuto il tempo (e lo stato delle strade all’epoca non era incoraggiante), ma tutte le guide consigliano di provare anche la spiaggia di Elafonissi, che si trova sempre sulla costa occidentale, molto più a sud.

Se poi volete lasciare la costa per spingervi nell’interno e scoprire un altro aspetto di Creta, non possiamo non consigliare un’escursione alle gole di Samarià (si sale in montagna: prevedete qualcosa per coprirvi).

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La cosa migliore è raggiungere Omalòs, percorrere le gole in discesa fino al mare e prendere un battello per un porto vicino, dal quale tornare col pullman al punto di partenza. Si tratta però di un’escursione impegnativa, di diverse ore di cammino e che richiede una certa organizzazione. Soprattutto se si hanno bambini piccoli ci si può limitare a dare un’occhiata alle gole dall’alto e a percorrerne un breve tratto (come abbiamo fatto noi), cosa che vale comunque la pena. Attenzione sulla strada che conduce alla cima, che è continuamente attraversata da capre, pecore e cani!

L’altra città che non dovete perdere nella parte occidentale dell’isola è Rethymno. Come a Hanià, anche qui dominano le vestigia della dominazione veneziana.

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Una visita alla fortezza potrà forse affascinare i vostri bambini (nei pressi si può visitare anche il museo archeologico), ma prendetevi del tempo per girellare senza una meta precisa nelle stradine della città vecchia, tra negozi e taverne. Potrete gustare così i tanti scorci caratteristici che queste vie offrono, e imbattervi in altri frammenti del passato veneziano, come la fontana Rimondi.

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Se dovete trasferirvi da una parte all’altra dell’isola, è consigliabile una sosta a Iraklio, che si trova circa a metà strada. In questa caotica città, fate molta attenzione al traffico, spesso piuttosto congestionato. Qui non dovete assolutamente perdere il Museo Archeologico, che è un vero e prorio concentrato di capolavori dell’arte minoica: bellissimo anche per i non addetti ai lavori. Da vedere anche la Fontana Morosini, la Fontana Bembo e le solite animate strade e piazze di ogni città greca.

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A pochi chilometri dalla città sorge poi un sito irrinunciabile: Cnosso! Noto soprattutto per la scelta, molto dibattuta, di ricostruire alcune zone del palazzo così come dovevavno presentarsi, è uno dei siti archeologici principali dell’isola e merita sicuramente di essere visto.

cnosso
Se possibile, non fate come noi che ci siamo capitati nelle ore più calde della giornata: come in quasi tutte le aree archeologiche, non c’è ombra!

Nella parte orientale di Creta, nella zona di Sitìa, eravamo rimasti piacevolemnte colpiti dalla scarsa presenza di turisti stranieri e dalle spiagge poco affollate, a eccezione di Vai, famosa per le sue palme sul mare. L’unico problema da queste parti era la viabilità, più che precaria. Alcuni collegamenti segnati sulla cartina si dimostravano essere strade che finivano nel nulla, tra asini che ci osservavano stupefatti e con il fondo stradale che peggiorava man mano che si procedeva. Cercate dunque di rimanere sulle strade principali.

Cominciamo da Sitìa: qui si può visitare la fortezza e un piccolo museo archeologico. Consigliate anche le spiagge, che spero siano rimaste poco accorsate. Sul piccolo promontorio di Tripitos, oltre a una piccola spiaggetta sottostante, potete trovare una zona archeologica posta in posizione panoramica sul mare.

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Molto bella è la zona di Palekastro, con diverse spiagge e un’area archeologica che all’epoca era abbandonata a sé stessa, dove si camminava letteralmente sui frammenti ceramici.

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In un posto così è facile convincere anche i bambini a dare un’occhiata alle rovine, visto che subito dopo ci si può rinfrescare con un bel bagno in mare!

Un’altra fortunata combinazione di spiagge e scavi (che può mettere d’accordo i componenti della famiglia che aspirano a cose diverse) si trova a Itanos, poco oltre Vai.

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Se andate da queste parti, raggiungete anche Moni Toplou, altro bellissimo monastero, centro di resistenza contro i Turchi prima e contro i Tedeschi poi.

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Infine non possiamo non consigliarvi il luogo che forse, di tutta Creta, ci è rimasto maggiormente nel cuore. Si tratta di Kato Zakros, una località che si trova sulla costa est e che ci auguriamo sia rimasta fuori dai grandi circuiti turistici. Prima di tutto sono da visitare i resti del palazzo, che non ha molto da invidiare ai più noti di Festo e Cnosso (che meritano comunque una visita!) ma che rimane ancora praticamente sconosciuto.

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E poi bisogna gustarsi la “grecitudine”, che qui, più che altrove, si respirava ancora. Scegliete una delle taverne affacciate sul mare, guardatevi intorno e rilassatevi.

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