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Alghero (SS) e dintorni

Alghero è una città marinara dove sembrano fondersi gli influssi del Mediterraneo e dove è presente anche la lingua catalana, parlata secondo una variante locale. Vi potrà dunque  capitare, come capitò a noi, di avere la sensazione di aver visto qualcosa di simile in un luogo lontano.
Ma il punto di forza di Alghero è anche la sua posizione, che permette di spaziare tra la meraviglia della costa circostante e i tesori custoditi nell’interno.

Della città va gustata tutta la parte antica, trovando il tempo per percorrerne con calma le stradine. Avrete così modo di osservare le facciate dei vari palazzi, realizzate in stili diversi. Influssi catalani si colgono nel Palazzo Guillot e nel Palazzo Carcassona, mentre una fusione dello stile catalano con quello rinascimentale si riscontra nel Palazzo Machin, detto anche “casa Doria”.

doria
Lo stile neoclassico domina invece in altri edifici come Palazzo Lavagna o il Palazzo Civico, oppure si mescola al barocco nel Palazzo Serra.
Di grande interesse sono anche alcune chiese. La Cattedrale, la cui costruzione iniziò nel Cinquecento e si protrasse per secoli, è caratterizzata soprattutto dal campanile, che rappresenta uno dei simboli della città.

campanile
Della chiesa di San Francesco va apprezzato soprattutto il chiostro, mentre la chiesa di San Michele è nota principalmente per la cupola policroma.
Tra le architetture merita poi una segnalazione il sistema delle fortificazioni, costituito da mura e da una serie di torri. La Torre di Porta Terra e quella di San Giovanni difendono il fianco verso l’entroterra, la Torre di Sulis si trova nella punta meridionale, mentre risalendo si trova la Torre di San Giacomo e infine, nella punta settentrionale, verso il porto, le torri di Sant’Elimo e della Polveriera.

polvorera
Sul percorso che segue le strutture difensive, vi raccomandiamo soprattutto i bastioni, che a noi ricordarono molto quelli di Gallipoli, visti alcuni anni prima.

bastioni
Dopo la visita della città, vi consiglio di avventurarvi nell’interno. Lungo la strada SP42, che conduce a Porto Torres, troverete, a pochi chilometri di distanza da Alghero, l’imperdibile necropoli di Anghelu Ruju.

anghelu ruju
Si tratta della più vasta necropoli prenuragica e comprende 38 domus de janas, tombe ipogee di varia tipologia e di varia planimetria. Queste strutture affascineranno sicuramente i vostri bambini, che saranno invogliati a esplorarle. Tenete però presente che la necropoli è completamente assolata; in piena estate cercate quindi di evitare le ore più calde!

Tornate quindi indietro e imboccate la strada che passa da Fertilia e che poco dopo vi condurrà a Palmavera, una delle strutture nuragiche più complesse e più famose della Sardegna.

palmavera
Il sito ha avuto una frequentazione compresa tra XVI e X secolo a. C. e la sua vita è suddivisa in tre fasi.
Osservate le varie strutture, soprattutto le due torri, di epoche diverse, collegate tra di loro. Qui i muri stessi creano un po’ di ombra, e intorno all’area archeologica si trova qualche albero: in estate dunque si visita meglio della necropoli di Angehelu Ruju.

palmavera2
Quindi proseguite sulla stessa strada. Nel golfo di Porto Conte i paesaggi sono davvero notevoli.
Il punto di arrivo è Capo Caccia, un notevole punto panoramico. Da qui si può raggiungere la Grotta di Nettuno, tramite una impressionante serie di 656 scalini.

capo caccia 2
Se il vostro obiettivo è visitare la grotta, la soluzione più agevole è raggiungere l’ingresso in barca. Il prezzo però diventa notevole: considerate che il trasbordo in battello di un adulto costa una quindicina di euro e che quasi altrettanto si spende per l’ingresso alla grotta. Dunque fate i vostri calcoli!

Ma potete fare anche come noi: scendere quei famosi 656 scalini, osservare l’ingresso della grotta e rifare tutta la scalinata in salita. Una sfacchinata, certo… ma non avrete speso nulla e avrete compensato la fatica con un panorama mozzafiato e la soddisfazione di aver compiuto una grande impresa (che all’epoca fece, chiacchierando ininterrottamente, anche il nostro primogenito che aveva 5 anni e mezzo)!

capo caccia

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